Centaurus Montascale in visita presso le fabbriche MPR in Svezia

Il dott. Andrea Schieppati, a capo dell'azienda Centaurus s.r.l., ha fatto parte della delegazione del Gruppo Centaurus Rete Italia® che di recente si è recata in Svezia presso le fabbriche del noto marchio MPR, nome storico nel settore delle piattaforme elevatrici.

L'incontro con i vertici e con i tecnici di MPR è stato proficuo e importante per fare il punto sullo stato dell'arte in un settore sempre più innovativo e in continua crescita ed evoluzione, e per discutere su molti dettagli tecnici scambiandosi e arricchendo il proprio know-how.

MPR è un partner solido del Gruppo Centaurus Rete Italia® con le proprie piattaforme elevatrici, e Centaurus s.r.l., come affiliato sul territorio del nord Italia, dispone di tutto l'ampio catalogo CRI con una scelta vasta e completa per ogni esigenza.

Centaurus Rete Italia® Academy: Piattaforme Elevatrici - delegazione di tecnici Centaurus Rete Italia® in Svezia presso MPR per un corso di approfondimento tecnico.

Centaurus Rete Italia® e' distributore ufficiale delle piattaforme elevatrici del noto marchio MPR.
Da decenni installiamo le piattaforme elevatrici MPR, con piena soddisfazione dei nostri clienti: MPR infatti e' un'azienda che produce piattaforme elevatrici di qualita' secondo i piu' elevati standard richiesti da Centaurus Rete Italia®, e che fornisce un supporto tecnico eccellente.
L'aspetto tecnico e' storicamente uno dei pilastri su cui si fonda la qualita' della nostr azienda, e noi stessi non smettiamo mai di investire nella nostra formazione tecnica: nelle fotografie qui pubblicate possiamo vedere una delegazione di tecnici Centaurus Rete Italia® in Svezia, presso MPR, per un corso di approfondimento tecnico a noi riservato.

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BAGNI ACCESSIBILI: VASCHE PER ANZIANI E AUSILI PER DISABILI

In presenza di un familiare in casa con problemi di mobilità è fondamentale organizzare gli spazi in modo da rendere gli spostamenti agevoli e permettere al proprio caro di compiere tutte le azioni necessarie allo svolgimento di tutte le attività durante la giornata.

Organizzare gli spazi significa talvolta anche andare ad eseguire dei lavori di ristrutturazione che vanno ad agevolare l’autonomia della persona disabile o anziana.

Questi lavori possono prevedere dei cambiamenti non significativi dal punto di vista architettonico (come ad esempio l’installazione di un montascale) oppure delle modifiche piuttosto sostanziali come nel caso del rifacimento di un bagno per renderlo appunto accessibile.

In entrambi i casi comunque chi ne ha diritto può richiedere le agevolazioni Inps e i contributi previsti dalla normativa vigente in materia di disabilità.

Abbiamo fatto l’esempio del bagno perché questo rappresenta un luogo importante dal punto di vista del mantenimento dell’autonomia e dell’autosufficienza per tutte le persone, sia che si tratti di disabili che di anziani con problemi di salute.

Rendere un bagno accessibile significa progettarlo in funzione di tutti, quindi anche di chi ha problemi di mobilità in modo da poterne rendere accessibile l’utilizzo a tutte le persone, nessuna esclusa.

Esistono oggi in commercio diversi e vari ausili pensati proprio per rendere il bagno una zona meglio fruibile e tra questi un posto di prim’ordine meritano le vasche apribili (o vasche con sportello).

Le vasche apribili infatti rendono agevole l’utilizzo della vasca da bagno soprattutto alle persone anziane o comunque a chi soffre per esempio di mal di schiena e dolori articolari o muscolari.

Il primo passo da fare quando si vuole rendere accessibile il bagno della propria abitazione privata è quello di valutare le reali necessità della persona per poi progettare l’ambiente con gli ausili più adatti.

Una vasca apribile potrebbe essere per esempio adatta a chi ha conservato comunque un certo grado di mobilità e che riesce a sedersi e ad alzarsi dall’apposita seduta con una certa padronanza dei movimenti.

Un’altra soluzione accanto a quella della vasca apribile è rappresentata dai box doccia attrezzati di maniglie e ausili che permettono di regolare la doccia alla giusta altezza; questi box solitamente sono abbastanza larghi tali da permettere un certo agio negli spostamenti.

Proprio per quanto riguarda gli spostamenti sarà eventualmente necessario installare dei maniglioni lungo i muri del bagno per permettere alla persona con difficoltà di aggrapparsi per aiutarsi nelle fasi di sollevamento dai sanitari e per spostarsi da una zona all’altra della stanza.

Per quanto riguarda i sanitari, water e bidet, questi dovrebbero distanziare tra loro di almeno un metro per permettere il passaggio della carrozzina qualora fosse necessario.

I water per disabili generalmente sono composti da una tavoletta con apertura frontale che permette una più agevole igiene intima e alcuni modelli hanno la funzione getto d’acqua incorporata.

Un altro elemento di fondamentale importanza è il lavandino. Il consiglio è quello di valutare una soluzione sospesa a muro per permettere anche a chi è in carrozzina di avvicinarsi al lavabo senza l’ostacolo della colonnina.

Questi sono soltanto alcuni esempi di come sia possibile rendere accessibile il bagno della propria abitazione; il consiglio che ci sentiamo di dare è quello di valutare bene i reali bisogni e le necessità e di informarsi su tutti i possibili contributi e le agevolazioni a cui si ha diritto.

Da alcune ricerche di mercato è infatti risultato evidente come le persone nella scelta di un ausilio per disabili si lascino intimorire dai prezzi, spesso considerati troppo alti.

A tal proposito le considerazioni da fare sono due: un prodotto di qualità, che ha evidentemente anche un certo costo, è sicuramente costruito con materiali di miglior qualità rispetto ad uno eccessivamente economico. Ricordiamoci che queste attrezzature sono ausili medici e devono essere resistenti e sicure.

Secondariamente è importante tenersi informati e aggiornati su tutte le possibili agevolazioni di cui la persona disabile ha diritto per legge, compresa l’iva al 4%. In questo modo una spesa che inizialmente potrebbe sembrare “importante” può divenire sostenibile e adeguata alle proprie tasche senza necessariamente rinunciare alla qualità e alla sicurezza di cui ogni persona ha bisogno.

Anziani e "Bonus Nipote": di che cosa si tratta?

La tutela e la cura delle persone anziane risultano spesso essere il fulcro di discussioni e dibattiti. Si tratta infatti di un argomento tanto importante quanto delicato, di cui le politiche sociali devono necessariamente occuparsi.

A partire da quest’anno lo Stato sociale riconosce il cosiddetto “bonus nipoti” a coloro che si prendono cura dei propri nonni. Nella fattispecie la cifra di 60 milioni stanziata dal Welfare nell’ambito della legge sui caregivers (lett: “badanti”), andrà a tutelare gli individui che fanno da badanti a parenti autosufficienti, anche se questi ultimi non sono i genitori ma, per l’appunto, i nonni.

Tale bonus rappresenta quindi la possibilità per il nipote di essere riconosciuto come caregiver o di usufruire dei permessi della legge 104 ( legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate).

Il soggetto interessato deve quindi fare una scelta tra le due opzioni appena elencate. Questa scelta rappresenta sicuramente un limite ma è necessario per rendere sostenibile il provvedimento: inizialmente infatti questa tutela era rivolta soltanto ai figli che assistono invalidi al 100% o persone affette da gravi patologie. Il provvedimento è stato poi esteso su entrambi i fronti tramite il bonus nipoti e pure nel caso in cui i nonni di cui si prendono cura non sono invalidi al 100%.

La scelta tra i benefici della legge 104 e lo status di caregiver non riguarda soltanto il nipote: infatti nel momento stesso in cui un nipote viene riconosciuto come badante di una persona anziana disabile il resto della famiglia non può più beneficiare della legge 104. Esiste però un’eccezione, relativa ai genitori di un disabile, i quali potranno ancora usufruire dei congedi aggiuntivi anche qualora un altro familiare fosse già stato riconosciuto come caregiver.

Perciò, mentre da un lato con il bonus nonni si dà a questi ultimi (i quali continuano a lavorare per aiutare economicamente la famiglia dei figli) la possibilità di detrarre le spese sostenute per i nipoti, al contrario mediante il bonus nipoti viene riconosciuta l’assistenza che essi offrono a un nonno disabile.

Potremmo quindi affermare che si tratta di due facce della stessa medaglia di un rapporto che nel nostro Paese si fa sempre più solido: grazie all’incremento dell’aspettativa di vita sono spesso queste due generazioni (nonni e nipoti) a prendersi cura l’una dell’altra, in un rapporto di reciproca protezione che pone l’aspetto economico in secondo piano.