Centaurus Rete Italia® Academy: MONTASCALE e molto altro... Continuano le GIORNATE DI FORMAZIONE organizzate da Centaurus Rete Italia®!

Centaurus Rete Italia® è un'azienda che da sempre ha posto come pilastro fondante la solida competenza tecnica nel settore dei montascale e delle soluzioni per la mobilità, ed è questo uno dei motivi per cui con frequenza vengono organizzati meeting e corsi di formazione e aggiornamento: una formazione continua consente agli partner sul territorio di avere sempre un livello di competenza elevato e una prontezza nel far fronte alle esigenze dei clienti, documentandosi e formandosi sulle ultime novità e sulle prospettive più interessanti che offre un mercato in continua evoluzione. Questo è specialmente vero per un Gruppo che ha portato in Italia con forza la filosofia MULTIMARCA e che si presenta agli utenti con un catalogo fra i più vasti del settore.

Nelle fotografie sottostanti vediamo qualche momento tratto da alcune di queste giornate, con la collaborazione di Handicare e la partecipazione come docente-relatore di Claudio Savazzi, a cui va il nostro ringraziamento. Come è possibile notare, i tecnici si formano e studiano direttamente sugli ausili, testando, montando, smontando ecc., sia con sessioni di studio e analisi in aula.

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Progresso scientifico e nuove speranze: studi per curare le lesioni al midollo spinale con la stimolazione elettrica

Nel corso degli ultimi decenni la scienza e la medicina hanno fatto passi da gigante negli studi sulla disabilità e su nuove possibili cure per le persone disabili e attualmente molte lesioni e malattie che sembravano un tempo incurabili vengono trattate con farmaci e terapie adeguate che danno risultati soddisfacenti e talvolta anche sorprendenti e inaspettati.

Un esempio a tal proposito è la via che la ricerca ha preso per quanto riguarda la cura delle mielolesioni ossia delle lesioni al midollo spinale.

Quando vi è una mielolesione i fasci di nervi che corrono lungo il midollo osseo vengono danneggiati; questo può accadere per diverse cause come ad esempio traumi causati da incidenti o infezioni.

A seconda della gravità del danno causato al midollo osseo le conseguenze possono essere più o meno gravi portando a diversi tipi di disabilità. In molti casi questi danni causano la paralisi degli arti inferiori e in alcuni anche degli arti superiori (tetraplegia e paraplegia).

Essendo i fasci di nervi danneggiati, questi non sono più in grado di ricevere gli impulsi dal cervello e quindi trasmettere di conseguenza il comando al muscolo.

Per la cura delle lesioni al midollo spinale i trattamenti oggi più diffusi sono l’ipotermia controllata, l’uso di protesi costituite da esoscheletri robotici e l’impianto di cellule staminali.

Un altro tipo di intervento di cui però vogliamo parlare oggi è la “stimolazione elettrica” del midollo spinale.

La ricerca in questo senso sta facendo passi da gigante e sta avviando nuove e continue sperimentazioni in questo senso.

Punto di partenza per questa ricerca è l’Ecole polytechnique federale de Lausanne che con il suo gruppo di ricercatori ha avviato la sperimentazione con risultati sorprendenti.

Sostanzialmente i nervi del midollo spinale vengono stimolati attraverso l’installazione di stimolatori elettrici a livello sottocutaneo; questi impianti costituiti da elettroliti vanno ad imitare gli impulsi provenienti dal cervello provocando quindi il movimento.

Questi piccoli stimolatori di corrente elettrica vengono applicati a diverse distanze e con diversa intensità lungo il midollo spinale e hanno lo scopo di riattivare la rete di neuroni per controllare il movimento dei muscoli. Una scoperta di questo tipo è da considerarsi a dir poco eccezionale e apre le porte a future terapie sempre più mirate alla cura delle persone disabili mielolese.

Questo tipo di stimolazione (che ha permesso già a 4 persone disabili di ricominciare a muovere le gambe), secondo la ricerca, porterebbe benefici anche ad altre funzioni del corpo, come l’aumento della massa muscolare e un miglioramento della pressione arteriosa.

La strada che portava a questo tipo di terapia era già stata aperta con alcuni studi nel 2009 per poi essere ripresa e pubblicata sulla rivista scientifica “Brain” nel 2014 dopo la sorprendente ripresa dei quattro pazienti disabili sottoposti ad elettrostimolazione.

La cosa che ha sorpreso di più gli scienziati è stata la velocità di risposta positiva alla terapia; infatti già dopo pochi giorni i pazienti erano in grado di muovere da soli le dita dei piedi e le caviglie e in seguito di flettere la gamba. Due di loro in particolare oltre che da paralisi motoria erano affetti anche da paralisi sensoriale, anche essa superata tramite la stimolazione elettrica.

La spiegazione, dicono gli scienziati, potrebbe risiedere nel fatto che nei pazienti disabili con paralisi vi siano delle connessioni latenti e che la stimolazione elettrica vada a risvegliare queste connessioni consentendo la ripresa del movimento.

Un altro tipo di terapia sfrutta invece l’utilizzo di stimolatori elettrici esterni. Questi stimolatori vengono applicati direttamente sul muscolo e simulano attraverso piccole scosse elettriche a bassa intensità gli impulsi che verrebbero dal midollo spinale se questi non fosse danneggiato.

Le terapie per ora sono state condotte a livello sperimentale e la strada da percorrere per perfezionarla è ancora lunga ma sicuramente accende la speranza di tante persone disabili che hanno subito danni al midollo spinale e che grazie alla scienza e alla medicina potrebbero tornare a muoversi.

NOTA: le informazioni sopra riportate sono fornite unicamente a scopo indicativo, si declina ogni responsabilità per eventuali errori e/o omissioni.

Centaurus Rete Italia® Academy: 23 Marzo 2018 - Si è tenuto il MEETING NAZIONALE degli partner Centaurus

Si è tenuto Venerdì 23 Marzo il nuovo meeting nazionale del Gruppo Centaurus Rete Italia®, che ha visto come di consueto una ricca partecipazione e un fitto programma di formazione, confronto, aggiornamento tecnico sul settore dei montascale e delle soluzioni per la mobilità.

La magnifica cornice del Lago d'Iseo, immersa nel cuore della Franciacorta in provincia di BRESCIA, ha accolto ancora una volta gli partner Centaurus, convenuti da ogni parte del Paese per essere parte di questo evento che è divenuto ormai parte della tradizione del Gruppo e raduna ogni anno i migliori professionisti nel settore delle soluzioni per la mobilità.

Una giornata intera dedicata a molti temi importanti che si è aperta con il tradizionale saluto del fondatore Cav. Luigi Ungaro e che ha visto la partecipazione speciale della dott.ssa Francesca Ungaro, A.D. di Centaurus Rete Italia®, e del direttore tecnico dott. Andrea Schieppati.

Novità, tendenze del settore, prodotti innovativi, nuove soluzioni tecniche... Sono solo alcuni dei temi approfonditi durante una giornata che è stata intensa e proficua ma anche ricca di momenti conviviali, come è nello spirito del Gruppo.

Questo meeting è stato anche il palcoscenico ideale per la presentazione ufficiale di alcune nuove soluzioni che Centaurus Rete Italia® rende oggi disponibili nel nostro Paese grazie alle partnership con importanti produttori internazionali.

Durante la giornata i presenti hanno anche avuto modo di apprezzare in anteprima diverse novità di rilievo.

Fra le novità presentate è stato molto apprezzato anche l'innovativo letto rotante Rotoflex®, un prodotto di qualità tedesca che ambisce a definire nuovi standard di eccellenza nel settore.

Alcune immagini dal meeting nazionale:

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Alcuni momenti durante la presentazione del montascale a pedana Manus special edition:

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Alcuni momenti della presentazione del letto rotante Rotoflex®:

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Accessibilità e trasporti: viaggiare in serenità

Sovente nei nostri articoli parliamo di “accessibilità” e riteniamo che ciò sia più che doveroso vista l’importanza di questo tema. “Accessibilità” significa innanzitutto possibilità, parità e uguaglianza.

Sia che si tratti di accessibilità fisica che di accessibilità culturale, la società ha preso piena coscienza di quanto sia indispensabile eliminare le barriere che impediscono l’uguaglianza tra le persone.

Non si deve però pensare che rendere qualcosa accessibile significhi renderlo specifico per chi ha una qualche forma di disabilità, bensì significa progettare una cosa che sia usufruibile dal più alto numero di persone possibile, quindi da normodotati, disabili, anziani, individui con difficoltà di vario genere, ecc.

Gli enti locali e territoriali negli ultimi anni si sono impegnati molto per creare progetti urbanistici accessibili in modo da rendere le città posti fruibili da tutti.

Un aspetto importante e specifico in questo caso riguarda il trasporto pubblico.

Nel nostro paese esiste un quadro di normative specifiche che riguardano la disabilità e in particolare l’accessibilità delle persone disabili nei vari campi sociali e luoghi pubblici. Tutto questo quadro normativo che va dalla legge antidiscriminatoria alla famosa legge 104 ha permesso di creare una serie di regole che devono essere rispettate per permettere una piena inclusività in tutti i campi.

Per quanto riguarda i trasporti pubblici questi dovrebbero essere accessibili per tutti, quindi utilizzabili da persone disabili ma anche per esempio da persone anziane con difficoltà motorie o da chi spinge una carrozzina o un passeggino.

Abbiamo utilizzato il condizionale perché, come spesso abbiamo notato quando affrontiamo tematiche così delicate, ciò che è ovvio e giusto si scontra con una realtà del tutto diversa.

Capita troppo spesso infatti di vedere persone in difficoltà ad accedere all’uso di treni e bus e costrette a farsi rimborsare il biglietto perché impossibilitate ad usufruire del mezzo.

Un fatto del genere, oltre innanzitutto a creare un disagio alla persona, mette la stessa in uno stato di discriminazione ed esclusione sociale.

Le compagnie di trasporto e gli enti locali sono dunque chiamati in causa al fine di creare una collaborazione che permetta una rete di trasporti accessibile per tutti a cominciare non solo dalla struttura dei mezzi ma anche da tutto ciò che favorisce la mobilità e una serena percezione del viaggio.

Vediamo dunque quali sono le caratteristiche principali e fondamentali che consentono ad una rete di trasporti di essere accessibile.

Innanzitutto le fermate devono essere utilizzabili da tutti, quindi prevedere la presenza di scivoli per accedere alle banchine che devono essere a loro volta sufficientemente larghe; non devono essere presenti elementi architettonici e pilastri lungo il percorso che vadano ad ostacolare il passaggio di una carrozzina; devono essere previste delle zone di riparazione con tettoie e dei segnalatori acustici per segnalare la presenza di altri mezzi.

Per quanto riguarda poi più precisamente i veicoli attrezzati questi devono avere un pianale ribassato e una pedana estraibile per permettere di salire agevolmente anche a una persona in carrozzina. Inoltre devono essere previsti degli alloggiamenti appositi con sistemi di sicurezza (come ad esempio apposite cinture) per le carrozzine. I veicoli devono poi essere dotati di dispositivi sonori che segnalino le fermate e di informazioni facilmente leggibili sulla direzione e il tragitto seguito dal veicolo.

Un altro aspetto rilevante riguarda la formazione del personale che, a detta degli utenti, spesso risulta impreparato e incapace di affrontare le eventuali situazioni di difficoltà. Potrebbe essere utile in questo caso prevedere una formazione specifica al fine di fornire agli autisti i mezzi e le capacità per utilizzare i veicoli attrezzati e aiutare le persone che si trovassero in una qualsiasi situazione di disagio.

Questi semplici elementi e accorgimenti, laddove presenti, rendono la rete di trasporti urbana veramente usufruibile da tutti e va quindi ad evitare qualsiasi forma di discriminazione sociale.