Una casa da vivere: il nuovo paradigma dell'accessibilità

Oltre l'abbattimento delle barriere architettoniche|Nuove frontiere di vita

Parliamo spesso di temi importanti quali ad esempio l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’“accessibilità”, l’“inclusione”.
Alla base delle riflessioni che vengono fatte e delle ricerche che indagano i meccanismi di questi processi sta il desiderio di trovare la soluzione, se così si può definire, al più grande problema che sta al vertice della questione, cioè la possibilità di modificare e creare condizioni e luoghi alla portata di tutti.
Il termine “accessibilità” rimanda erroneamente all’idea di qualcosa che permette a chi ha un deficit di poter appunto “accedere” ad un luogo, il che non è sostanzialmente scorretto, ma rimane comunque non esaustivo. L’accessibilità è destinata a tutta la popolazione: chiunque, in un dato luogo o periodo (e per qualsiasi esigenza) deve avere la possibilità di accedere a qualunque luogo e opportunità.
Abbiamo più volte sottolineato quanto l’abbattimento delle barriere architettoniche sia fondamentale per la piena inclusività di tutti e in particolar modo ci siamo spesso soffermati a parlare di quelle fasce di popolazione più deboli come gli anziani e le persone disabili.
La tecnologia oggi ci permette infatti di avere a disposizione ausili per disabili e ausili per anziani mirati ad ogni esigenza particolare; ne sono esempio i montascale presenti negli edifici pubblici e nelle case private (come i montascale a poltrona per anziani o i montascale a pedana utili al trasporto di carrozzine), ma anche gli ascensori per disabili o i solleva persone.
Non ci dilungheremo qui nella descrizione di questi ausili perché quello che ci preme in questa breve riflessione è distanziarci per un attimo dalla classica distinzione “abile” o “diversamente abile” o “disabile” per pensare ad un concetto più ampio di accessibilità, ovvero alla possibilità di “costruire” o “reinterpretare” l’ambiente casa rendendolo su misura ad ogni tipo di esigenza.
La cosiddetta “casa facile” ricopre il concetto moderno di un’abitazione pensata per essere vissuta a pieno e “comandata” dalla persona che la progetta sulla base delle proprie capacità e, nel caso si tratti di una persona anziana o disabile, sulle proprie abilità residue.
Si tratta di un concetto molto ampio dove l’utilità trova il giusto equilibrio con la comodità.
La scienza e la tecnica, in particolar modo la domotica, stanno facendo passi da gigante in questo settore e ben presto la “casa facile” potrebbe essere alla portata di tutti.
Quello che ci preme sottolineare è l’ampiezza del progetto, cioè l’idea che la casa accessibile non sia semplicemente una casa dove sia stato montato un montascale a poltrona per anziani perché proprio non se ne poteva più fare a meno, oppure un bagno dove sia stata installata una vasca con porta per un anziano con difficoltà motorie, ma tutto l’insieme di ausili, meccanismi e congegni pensati per rendere la propria abitazione comoda e sfruttabile al massimo delle sue potenzialità.

Centaurus Rete Italia® Academy: Montascale e Soluzioni per la mobilità - Iseo, BS: si è tenuto nel bresciano il meeting delle partecipate

Nella suggestiva cornice del Lago d'Iseo in provincia di BRESCIA si è tenuto il meeting di alcune aziende partner di Centaurus Rete Italia®. A fare gli onori di casa erano presenti fra gli altri la dott.ssa Francesca Ungaro, a.d. di Centaurus Rete Italia®, il dott. Andrea Schieppati e il fondatore Luigi Ungaro, per un'intera giornata ricca di interventi, formazione e scambi di idee.

Si è parlato molto delle novità del settore, di prodotti innovativi, di soluzioni per la mobilità a tutto tondo, dai classici montascale ai moderni mobility scooter fino ai prodotti più innovativi che rappresentano le ultimissime tendenze in termini di ricerca ingegneristica.

La partecipazione è stata viva e generosa come di consueto, tanto che uno spettatore non abituato potrebbe rimanere sorpreso nel vedere questi grandi professionisti di esperienza pluridecennale partecipare e condividere le proprie conoscenze con l'entusiasmo di ragazzini, ma tutto ciò non sorprende affatto chiunque abbia conosciuto Centaurus Rete Italia® e ne conosca già la filosofia aziendale e il modus operandi: in un settore complesso, delicato e multisfaccettato come quello dell'abbattimento delle barriere architettoniche, Centaurus Rete Italia® si contraddistingue nettamente non solo per essere il primo grande gruppo multimarca nel nostro Paese, ma anche e soprattutto per quell'impronta di solida competenza tecnica, e per le doti di entusiasmo, di onestà come pane quotidiano e di partecipazione comune come principio fondante che sono richieste a tutte le aziende partner e che sono solidamente scolpite nel DNA di Centaurus Rete Italia®.

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Centaurus Rete Italia® Academy: Centaurus Rete Italia® si reca in Austria a visitare le fabbriche di MONTASCALE

Visita a LEHNER AUSTRIA e ASCENDOR

Centaurus Rete Italia® da anni si distingue per la propria professionalità e in particolar modo per l'attenzione ai dettagli e alla sicurezza dei propri montascale, elevatori e prodotti per la mobilità. Gli ausili che Centaurus propone ai propri clienti vengono prodotti secondo alti standard definiti dalla Comunità Europea e testati più volte in azienda.

Questo concetto è stato ribadito più volte, non tanto a scopo pubblicitario, quanto per spiegare quale sia la differenza tra un semplice venditore e una squadra che ha invece a monte una forte formazione tecnica e che tocca con mano e testa i prodotti prima di metterli sul mercato.

A questo proposito vogliamo illustrarvi il viaggio che Centaurus Rete Italia® ha recentemente compiuto in Austria per visitare due importanti fabbriche: la LEHNER AUSTRIA e la ASCENDOR. In terra austriaca si sono recati Luigi Ungaro in persona, fondatore del Gruppo e fra i massimi esperti del settore, e il geometra Fabio Tonoli.

Centaurus Rete Italia® rimane sempre in stretto contatto con le aziende europee di produzione del settore montascale e ausili per disabili viaggiando e visitando direttamente le ditte per toccare con mano le materie prime e vedere i processi di produzione nel loro reale svolgimento. Questa presenza costante sui luoghi di lavoro permette, oltre che testare la sicurezza del prodotto anche di rimanere sempre aggiornati sui nuovi processi di produzione e quindi di avere una formazione tecnica continua.

Nel recente viaggio fatto in Austria a inizio Ottobre la prima azienda ad essere stata visitata è stata la LEHNER AUSTRIA dove Luigi Ungaro e il geom. Tonoli sono stati calorosamente accolti da Hannes Lehner, Responsabile vendite nonché socio aziendale. La Lehner è una delle più grandi aziende per quanto riguarda la produzione di montascale e pedane elevatrici per anziani e disabili, nonché produttrice di ascensori e mini ascensori di ultima generazione.

Nella fotogallery sottostante vogliamo dare una breve panoramica del quadro produttivo e dell'azienda.

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Tra i tanti modelli alcuni meritano una considerazione particolare per la particolarità dei dettagli e la qualità delle materie prime. Uno ad esempio è il montascale a poltrona ALPHA VERSIONE 2018 che balza subito all'occhio per la sua eleganza e raffinatezza. Questo montascale si distingue dagli altri per le particolari rifiniture in legno e lo schienale in ecopelle studiato per riprodurre una vera e propria elegante poltroncina d'arredamento. Al di là della spettacolare estetica si tratta di un modello silenzioso e compatto (l'ingombro una volta richiuso è infatti veramente minimo). Come gli altri modelli di montascale per disabili Lehner anche questo è completamente prodotto in Europa e vanta un'elettronica completamente rinnovata.

Alla stregua del precedente, un altro modello all'avanguardia è il MONTASCALE A PEDANA PORTACARROZZINA STRATOS. Anche questo servoscala si distingue per la forma compatta (con misure che possono addirittura essere personalizzate). Proprio per le dimensioni ridotte questo montascale è diventato la soluzione ideale per le scale molto strette pur mantenendo robustezza e rispettando alti standard di qualità. La capacità di carico di questo modello può arrivare infatti ai 300kg e la struttura e la meccanica sono fatti di solido acciaio.

Una chicca di qualità è rappresentata dal display diagnostico posto sulla piattaforma che permette una visione immediata di stato e di errore.

Qui sotto presentiamo invece una panoramica fotografica della seconda azienda che Centaurus Rete Italia® ha visitato nel suo viaggio, la ASCENDOR.

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Christian Hofer, responsabile dell'ufficio commerciale, ha guidato Luigi e Fabio nei vari reparti illustrando le caratteristiche che da sempre contraddistinguono il marchio.

Ascendor infatti era ed è considerata tuttora la Ferrari dei MONTASCALE PORTACARROZZINA ed è l'unica attualmente indicata per le installazioni marine anche molto vicino al mare.

A tal proposito Centaurus ha potuto verificare di persona e visionare un'installazione nel Mare del Nord in un viaggio fatto in Polonia.

ASCENDOR da sempre si contraddistingue per alcuni requisiti di qualità come: i disegni dei modelli di alta qualità che permettono all'azienda di distinguersi per eleganza e design; massima sicurezza, grazie ai molti controlli durante la fase di montaggio e a fine produzione su ogni parte meccanica che compone il montascale; qualità certificata a livello europeo; accessori di lusso per ausili pratici ma al tempo stesso eleganti e funzionali ad ogni tipo di esigenza. Insomma, tutto può essere riassunto in due parole: libertà senza compromessi.

Come dopo ogni viaggio Centaurus Rete Itala torna a casa con una marcia in più, arricchita in consapevolezza e conscia del proprio potenziale nel settore nel quale ormai da anni naviga con passione, professionalità e con quell'apertura mentale che permette oggi all'azienda di essere una tra le più aggiornate e all'avanguardia del nostro Paese.

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ARTETERAPIA : RISCOPRIRE SE STESSI ATTRAVERSO LE ARTI CREATIVE

Fin dalla preistoria l’uomo ha sentito l’esigenza di imprimere su materiali di diverso genere la propria impronta, i propri pensieri, di lasciare un segno del suo passaggio. Il grafismo si è poi evoluto nel corso dei millenni ma la sostanza non è cambiata, gli individui sentono ancora l’esigenza di lasciare segni della loro presenza. Non si tratta solo di un’esigenza pratica, ma di qualcosa di molto più profondo che parte da un primario bisogno fisiologico. Pensiamo ai bambini che si avvicinano per la prima volta al disegno e provano un immenso piacere nello scarabocchiare il foglio solo per il movimento rotatorio del braccio che esso comporta. Partendo così dallo scarabocchio, il segno grafico piano piano si evolve attraverso varie fasi che seguono lo sviluppo psicofisico del bambino, passando da un momento in cui è la mano che guida l’occhio ad un momento in cui invece è l’occhio che guida la mano; è questo il momento in cui il bambino prende piena cognizione dell’immagine che vuole andare a creare per poi mettere in atto tutte quelle strategie che lo porteranno a raggiungere l’obiettivo. Dal disegno poi piano piano si passa ai primi segni di scrittura veri a e propri e i due campi si fondono tra di loro. Si tratta di un’evoluzione straordinaria che la natura regala all’uomo che è così in grado di esprimere i propri pensieri, i propri stati d’animo e le proprie emozioni. Fin dai tempi dell’antica Grecia il benessere dell’uomo era legato al mondo dell’arte, si aveva cioè già la concezione di come l’arte potesse essere usata come strumento catarchico per “far uscire” i propri stati d’animo e i propri sentimenti.

Oggi grazie a pittori e specialisti l’arte riscopre il suo potenziale terapeutico e educativo nel senso più profondo della parola cioè “educere”, “portare fuori”.

L’arteterapia può inserirsi perfettamente in un percorso terapeutico collettivo o individualizzato e rivolgersi sia a persone normodotate sia a persone disabili.

Spesso quando si affronta un percorso di arteterapia ci si pone dei dubbi riguardo ai possibili risultati che un percorso del genere può produrre. Molto spesso i risultati ottenuti infatti sono diversi da quelli attesi poiché si parte da un’idea di base che spesso il paziente stravolge poiché scopre delle potenzialità che erano rimaste fino ad allora nascoste e aspettavano solo di essere sviluppate. Quello che capita molte volte con le persone disabili è che ci si concentri su “quello che manca” concentrandosi sugli aspetti negativi senza andare invece a lavorare sugli aspetti positivi.

Qualunque sia la disabilità, sia di tipo fisico o cognitivo che di tipo psichico, l’arteterapia può essere un’ottima possibilità riabilitativa, anche laddove ci sia un forte e oggettivo impedimento motorio.

Ovviamente a seconda del tipo di disabilità il percorso e gli obiettivi saranno diversi ed individualizzati sulla persona.

Tutto questo ha lo scopo di migliorare lo stato psicofisico del paziente, permettergli di avere una maggiore autostima, riflettere sui propri problemi, sogni, impedimenti, capacità, aiutarlo a relazionarsi con gli altri, trovare un senso alla propria vita e al proprio ruolo nella società.

Un’ Atelier di arteterapia, proprio per i suoi stessi scopi, è un setting molto diverso rispetto allo studio di uno psicologo. Si tratta di un locale preferibilmente ampio con molti materiali (carta, das, strumenti musicali, pittura, colori e materiali di vario genere), con spazi dedicati alle specifiche attività e anche spazi vuoti da riempire , con la possibilità di riprodurre musica rilassante che stimoli il benessere psicofisico della persona. Questi percorsi terapeutici vengono proposti anche nei centri diurni per disabili e anziani dove un equipe di esperti lavora in sincronia per ottenere il massimo dei risultati e far ottenere quindi ai pazienti il massimo del beneficio compatibilmente con le loro condizioni di salute.